Elenco delle opere dell'artista IORIZZO

Michelino Iorizzo pittore

MICHELINO IORIZZO

“Nulla è reale nel mio lavoro. C'è solo il ricordo di un sogno, l'immaginazione. » Il pittore italiano Michelino Iorizzo, da poco cinquantenne, si è diplomato al V Liceo Artistico e all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove ha avuto come insegnante Sandro Trotti. Egli stesso ha insegnato sin dai suoi inizi in vari luoghi del mondo, spesso nelle accademie orientali.

I RITRATTI NEO-ESPRESSIONISTI DI IORIZZO, PUNTI DI FUSIONE DI MOLTEPLICI INFLUENZE, da vedere alla Galerie le Cube Vernet di Avignone

L'appassionato d'arte rileverà forse per la prima volta, nei dipinti di Michelino Iorizzo, l'influenza dei pittori fiamminghi (Van Eyck, Petrus Christus...) nella finezza un po' candida di Johanna, nello splendore degli occhi che ricorda quello de La ragazza con un Pearl Earring e nei giochi di luce sulla pelle; a meno che non notiamo prima l'ambiguità tipica di maestri italiani come Raffaello e Leonardo, sbarazzati però di ogni sfondo figurativo, di ogni gesto o accessorio che stabilisca lo status del personaggio. Il collezionista e il collezionista saranno poi sorpresi di trovare nei ritratti di Iorizzo un decollo à la Mimmo Rotella, drips alla Pollock… Tutto questo e altro, sotto il pennello e la spatola del pittore, investe la modernità riuscendo a cancellare ogni confine tra ritratto e astratto, passato e presente, linea precisa e vortice cromatico.

LO SGUARDO DELLA VENERE DI IORIZZO, UN MOMENTO DI IPNOSI RINFRESCANTE alla Galerie le Cube Vernet di Avignone

Michelino Iorizzo dedica la sua arte alla ritrattistica femminile in dipinti di tutte le dimensioni. Queste donne, nate dall'immaginazione e dai sogni del pittore, rendono tangibile la realtà onirica con i loro volti così presenti, gli sguardi brillanti e ipnotici dei loro occhi armoniosamente sproporzionati, le loro labbra carnose che esprimono già da sole chi indecisione, sorpresa, invito, candore o anche un passione velata. I loro lineamenti possono essere caucasici, asiatici, africani, sono diversi eppure identici, tanto il loro coro esprime, al di là della femminilità che forse è solo un pretesto, la Bellezza semplice quanto perfetta. E Iorizzo insiste, strappando questa grazia da uno sfondo informe e colorato sferzato dal pennello, raschiato, graffiato, ricoperto della brillantezza del pittore portato via da un gesto quasi primordiale.

I MIXED-MEDIA DI MICHELINO IORIZZO MOSTRANO LA LORO POTENZA CROMATICA alla Galerie le Cube Vernet di Avignone

Iorizzo utilizza tempera grassa e olio su fondo litografico in carta kraft, incollata su legno. Fondi, si potrebbe dire, perché spesso si sovrappongono più ritratti dipinti su carta kraft, l'ultimo correggendo i precedenti, prima che il pittore proceda alla ridefinizione pittorica di alcuni dettagli. Con rabbia e desiderio, l'artista si dedica poi alla periferia da cui scaturirà il volto, a questa pittura grezza, spessa, veemente, strappando anche parti della superficie con una spatola, in totale contrasto con la finezza dei dettagli di Il ritratto. È attraverso questo mix di tecniche che Michelino Iorizzo accorcia la distanza tra gli occhi e il cuore fino a farla scomparire.

Michelino Iorizzo espone in diversi continenti e alcune sue opere sono nelle collezioni permanenti di musei italiani e stranieri (come il Museum of Modern Art di Wuhan, Cina). Nel 2010 ha vinto il concorso "Tecniche e tecniche di disegno" dell'Accademia di Belle Arti di Roma.

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